Introduzione
Che cos'è il tempo e come viene percepito? Il tempo è ciò che ordina la realtà e ne struttura l’esperienza, e viene avvertito come successione di eventi nello spazio. Da quando esiste l’orologio, esso è diventato lo strumento attraverso cui regoliamo le nostre giornate e organizziamo i nostri progetti. Prima degli orologi, però, la vita era scandita dai movimenti del sole, della luna e degli astri. Il giorno e la notte determinavano il ritmo delle attività, mentre il nutrimento dipendeva fortemente dai cicli della semina e del raccolto.
Secondo la fisica contemporanea, il cosmo e tutto ciò che in esso è contenuto, si colloca nella dimensione temporale e questa è inseparabilmente connessa allo spazio. Si parla infatti di spazio-tempo, nel quale il tempo costituisce una coordinata fondamentale della struttura dell’universo. La sua direzione, dal passato verso il futuro, è legata ai processi fisici irreversibili che caratterizzano l’evoluzione cosmica.
Se la fisica descrive il tempo nella sua dimensione strutturale, la rivelazione biblica ne svela il significato più profondo. Esso non solo possiede un inizio, ma è orientato verso un fine teologico. Il tempo non è soltanto misura del cambiamento, è processo e storia, all’interno dei quali Dio, pur non essendo soggetto al tempo, entra nello spazio-tempo e governa la storia della salvezza.
Data l’ampiezza della portata di questa tematica, lo studio verrà suddiviso in più sezioni. Partiremo dal quadro generale, a volo di uccello, per poi entrare progressivamente nel dettaglio, con l’obiettivo d’imparare a vivere consapevolmente lo spazio-tempo come luogo di “nutrimento spirituale” e crescita verso la “pienezza del Messia”.
Questi sono i temi che tratteremo nei prossimi articoli:
Il tempo come strumento pedagogico di Dio per regolare la vita del Suo popolo
La via della santificazione: dalla nuova nascita alla glorificazione
Il ruolo delle profezie come segno che il Signore è il Sovrano sul tempo
L’Eternità
Il tempo secondo la fisica moderna
Con la teoria della relatività, Albert Einstein ha scoperto qualcosa di sorprendente. Lo spazio e il tempo non sono separati, ma sono come i fili di uno stesso tessuto chiamato spazio-tempo. Ora immagina un grande lenzuolo elastico: se ci metti sopra una palla pesante, il lenzuolo si incurva. Questa curvatura è ciò che noi chiamiamo "gravità". Ogni oggetto che ha massa, anche noi, curva lo spazio-tempo: come tante biglie di dimensioni diverse su un lenzuolo elastico, che si muovono secondo leggi fisiche.
In base al modello del “Big Bang”, l’universo è nato circa 13,8 miliardi di anni fa. Non è stata, tuttavia, un’esplosione nello spazio, ma è lo spazio stesso che ha iniziato ad espandersi. Come quando gonfiamo un palloncino, dove prima era tutto concentrato solo in un unico punto. Anche il tempo è iniziato da quell’istante. Chiedere cosa c’era “prima” è un po’ come chiedere cosa c’è a nord del Polo Nord.
Qui sorge una lecita domanda: perché il tempo possiede una sola direzione – dal passato verso il futuro – e per questo motivo non possiamo andare indietro nel tempo? Perché, dal punto di vista fisico, le cose tendono a diventare più disordinate. Una tazza che cade si rompe. I pezzi non tornano insieme da soli. Questo aumento del disordine si chiama entropia.
Infine, alcuni scienziati pensano che spazio e tempo potrebbero non essere fondamentali, ma emergere da qualcosa di più profondo. Il fisico John Archibald Wheeler lo riassumeva con una frase famosa: “it from bit”, cioè «la realtà nasce dall’informazione». È un’idea ancora in studio, ma suggerisce che l’universo — secondo la visione moderna del cosmo — potrebbe essere più simile a un grande sistema di informazioni che a una macchina fatta di pezzi solidi.
Il tempo secondo la rivelazione biblica
Abbiamo visto brevemente che la scienza descrive come funziona il tempo, ma non dice perché esista o quale sia il suo significato ultimo. Tuttavia, il discepolo può cogliere un’analogia suggestiva della realtà fatta di informazione con il concetto di Logos, la Parola fatta carne, Yeshua (Giov. 1,14), pur sapendo che fisica e Bibbia operano su piani differenti. E quando la vita sembra andare in pezzi come una tazza che cade, si affida a Lui, certo che Egli è l’unico nel suo genere a dare un senso alla vita e ricomporre ciò che è spezzato (Is. 61,1-3; Giov. 10,10; Rom. 8,28).
Anche quando tutto sembra caos o va verso quella direzione, come descrive l’entropia, Dio mantiene un ordine che trascende ogni evento e lo condurrà al compimento secondo il Suo perfetto piano (Sal. 33,11; Ap. 21,5).
Quindi, alla luce della Scrittura, il tempo ha un inizio, scorre secondo un piano divino e conduce a un compimento finale. «In principio Dio creò i cieli e la terra» (Gen. 1,1), questo versetto mostra che il tempo stesso dipenda e sia voluto da Dio, non è eterno. Per di più nei versetti 14-18 dello stesso capitolo, le luci nel firmamento sono poste per segnare tempi, giorni e anni, introducendo un ordine nella storia creata.
Dio precede e trascende il tempo: «Da eternità a eternità tu sei Dio» (Sal. 90,2). Egli governa la storia senza essere soggetto alla successione temporale (Is. 46,10; 2 Pt. 3,8). Il tempo trova il suo centro nella Parola incarnata (Giov. 1,1-14). Questo rimarca che la Parola non sia un concetto astratto, ma è reale nella storia. Con Yeshua l’Eterno entra nello spazio-tempo (Gal. 4,4), ma è già presente fin dal principio attraverso il Logos. Egli è il principio stesso: «Io sono l’Alfa» (Ap. 1,8; 21,6; 22,13).
Infatti nella narrazione biblica il Logos si manifesta progressivamente nella storia: partendo dalla creazione Lo troviamo per esempio nell’apparizione ad Abraamo presso le querce di Mamre (Gen. 18,1-15), nella rivelazione a Mosè sul Sinai (Es. 3,1-6; 19-20), fino alla pienezza del tempo nell’Incarnazione (Giov. 1,14; Eb. 1,1-2).
Il tempo non è casuale, ma segnato da maturazione e promessa. Il tempo raggiunge la sua pienezza quando Dio rinnova tutto e stabilisce un nuovo ordine eterno: nuovi cieli e nuova terra (Ap. 21,1; 21,5; 22,13), quando «Dio sarà tutto in tutti» (1 Cor. 15,28). Non si tratta di un tempo infinito, ma dell’ingresso nell’eternità, nell’eterno presente della comunione con Dio.
Così, nella visione biblica, il tempo non è solo sequenza di eventi, ma percorso verso la pienezza di Dio, dove ogni istante trova significato e ogni frammento spezzato viene ricomposto e rinnovato, non solo a livello individuale ma anche a livello cosmologico.
La tabella seguente riassume e mette a confronto gli aspetti più salienti sul tempo secondo la fisica moderna e secondo la Parola di Dio.
Aspetto | Fisica moderna | Parola di Dio |
Origine del tempo | Con il Big Bang | Creato da Dio (Gen. 1,1) |
Natura | Dimensione dello spazio-tempo | Strumento nella storia della salvezza (Rom. 5,6-8) |
Fondamento | Leggi fisiche/informazione | Dio eterno (Sal. 90,2) |
Direzione | Dal passato al futuro | Storia orientata alla redenzione (Ef. 1,9-10) |
Centro | Non previsto dal modello scientifico | Yeshua (Giov. 1,14; Gal. 4,4) |
Scopo | Non definito | Comunione con Dio (Col. 1,19-20) |
Fine | Eventuale fine cosmologica | Nuovi cieli e nuova terra (Ap. 21) |
Oltre il tempo | Non trattato | Eternità: Dio “tutto in tutti” (1 Cor. 15,28) |
Conclusione
Tra la scienza e la visione biblica del tempo non vi è necessità di conflitto, poiché operano su piani differenti. La scienza descrive la struttura fisica del tempo, mentre la Scrittura ne rivela il significato teologico. Se la fisica mostra che il tempo non è assoluto, non è eterno e potrebbe non essere fondamentale, la Bibbia afferma che esso è creato, sottoposto alla sovranità divina e orientato a un compimento redentivo.
La scienza può indagare l’origine e la dinamica del tempo, ma solo la rivelazione può indicarne il fine. Se il tempo nasce con l’universo e non costituisce la realtà ultima, ciò risulta compatibile con l’affermazione biblica di Dio che è oltre il tempo. Il tempo è il luogo della storia della salvezza, lo spazio della trasformazione. Non si ritorna all’origine, ma si giunge al compimento e alla completa restaurazione: da “Bereshit” (Gen. 1,1) fino all’“Amen” (Ap. 22,21).
In questo primo articolo abbiamo solamente scalfito la tematica, mettendo a confronto la visione fisica e quella biblica del tempo. Nel prossimo articolo ci concentreremo, sul tempo come strumento pedagogico di Dio per regolare la vita del Suo popolo. Da qui possimo ricevere dei suggerimenti pratici su come camminare nei piani e tempi di Dio.